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Prlibatezze nordiche


Qualsiasi 'markt' olandese è orgoglioso di esibire almeno una volta a settimana tutte le sue mercanzie, invitando centinaia di bancarelle a proporre la loro merce tanto all'indigeno quanto al turista. Ma esiste un'attrazione peculiare che attira gli sguardi e la curiosità della maggior parte del popolino in visita: il baracchino del pesce e il suo Mastro Disossatore di Aringhe.






Ora, prendete un barile di aringhe appena pescate nel Mare del Nord: abbiate solo cura che il livello di diossina sia al di sotto dei limiti di legge, così come per il policloruro bifenile. Infatti, se è pur vero che la carne di questo pesce azzurro contiene alte quantità di benèfici Omega 3, è pur vero che risulta variamente contaminata da tossine cancerogene (e si ringrazi sentitamente per questo la prolifica attività del porto di Rotterdam e delle raffinerie della Shell). Ma lasciamo che siano Luciano Onder o Veronesi a farsi venire le fobie sull'inquinamento culinario... Bene, all'interno di questo barile troverete tutti i vostri pesciolini morti conservati in una bella salamoia leggera, con solo il 20% di sale, così da non coprire eccessivamente il loro 'sapore di mare'.


Infine, considerate che: un addetto della pescheria riesce a pulire più di 50 aringhe in un'ora; che il consumo pro capite è di 2-3 aringhe; che attorno al baracchino si aggirano circa 100-200 persone affamate come foche dalle 10.30 del mattino fino alle 15.30;
ogni aringa vi frutterà circa 2 euro al pezzo, se opportunamente preparata (*) e rivenduta nel posto e nel momento giusto. Fate due conti: un business da fare invidia al Sushi all'Italiana della milanesissima pescheria 'Da Claudio'.


IL CONTENUTO POTREBBE URTARE LA SENSIBILITA' DELL'UTENTE DI QUESTO BLOG:

(*) Le aringhe subiscono un primo stadio di preparazione detto 'gibbing', conosciuto fin dal medioevo e tipicamente 'dutch': al pesce appena pescato vengono asportate le branchie, togliendo in un colpo solo tutto l'apparato digerente, tranne il pancreas. In questo modo la testa e la spina dorsale rimangono sul pesce che può essere lasciato in salamoia per 5 giorni, in botti di rovere. Il secondo stadio di pulitura avviene direttamente sul posto della vendita: viene asportata la testa, e si pulisce dalla pelle  e dalle scaglie. Poi, aperta la pancia, viene rimossa la spina dorsale, avendo cura di lasciare i due filetti uniti per la pinna caudale. Ed eccola pronta: si mangia prendendola per la coda, cosparsa di pezzettini di cipolla fresca, e addentandola dal basso verso l'alto. Da orgasmo culinario, giuro :)





Pubblicato il 19/6/2008 alle 19.5 nella rubrica Diario.

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