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Laddove Anelare al Progetto Impone Sacrifizio


Diario


17 maggio 2008

Per fare un designer ci vuole...una tavola periodica



Il design è questione di chimica emozionale. Cocciante direbbe 'di feeling'. Io dico che è un prurito sul naso. Uno sbadiglio al momento giusto. Un afrore salino quando meno te lo aspetti.
Qui c'è la tabella degli elementi magistrali che danno sapore, colore, forma, densità, trasparenza, leggerezza e peso al design che considero mio. E' tempo di bilanci e riflessioni: di introflessioni e ripensamenti. Mi tormento pensando se le cose che faccio sono giuste, hanno futuro e come incanalare le energie. Questo il risultato (direte voi: c'ha un cazzo da fare)

Segue breve commento.


                                                                



Jonathan Ive: senza di lui e il suo team il mondo non sarebbe 'bianco Mac' e noi ascolteremmo la musica ancora con i lettori cd della Sony

Achille Castiglioni: sarebbe stato il nonno perfetto (paterno)

Rossana Orlandi: perchè ha la vista da rapace. Le avanguardie le scopre lei e le vende in via Bandello ai 'lumbard cui danè'

Philippe Daverio: con lui sei sicuro che l'arte la impari e la metti da parte.

Philippe Stark: perchè tutti lo odiano e tutti lo amano. L'estrema consacrazione del designer. Maestro di ambizione. Ama le magie del sesso.

Bruno Munari: inflazionato tra i designer 'frangetta' milanesi. Non se lo meritava. L'altro nonno perfetto (materno).

Alberto Meda: perchè in Brianza non si fanno solo divani e librerie da riempire con gli annali de 'la Padania'. Ingegnere maestro della luce.

Maarten Bass: la quintessenza dell'arte-design che sforna Eindhoven a un'ora e mezza di treno da dove sono seduto ora.

Naoto Fukasawa: perchè ho una dannata voglia di fuggire in Estremo Oriente per pulire il mio tratto di penna e matita.

Ray Eames: perchè si può sognare di essere uniti al proprio marito anche nella professione, generando figli e capolavori da museo.



PS:

A me piace cucinare, trovo che sia rilassante e al tempo stesso eccitante. Soddisfa i sensi profondamente e ristabilisce un rapporto intenso con le cose. E cucinare significa saper amalgamare per bene, come quando si pensa e si progetta. E sono sicuro che tutti loro, qua sopra, amano o hanno amato i fornelli.









permalink | inviato da Lapis il 17/5/2008 alle 3:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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